OLTRE IL TROMPE L’OEIL

…ho pensato che forse si poteva compiere un ulteriore lucido passo: il superamento del fondale dipinto e al tempo stesso il suo paradossale rafforzamento. Supponiamo, per esempio, che alla canonica tela dipinta sul fondo si sommi una tela adagiata sul piano scenico, sottratto al calpestio degli attori. In una visione di questo tipo, mi sono detto, cadrebbe ogni aspetto di scenografia subalterna, sussidiaria dell’azione scenica. Nell’accettare la sfida con la profondità reale la pittura può rigenerare il suo logoro trompe l’œil facendo suo il concetto d’installazione…

Fabio Sargentini

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Matteo Montani, Luca Padroni