ARTE ACCIDENTATA
Luigi Ontani, Paolo Fabiani, Stefano Di Stasio, Claudio Palmieri, Giancarlo Limoni, Luca Patella, Miki Carone

Può il caso aggiungere senso o addirittura poesia ad un’opera d’arte in sé compiuta concettualmente e formalmente?... Alcuni mesi fa le mie assistenti ed io, entrando in galleria, ci siamo trovati davanti a una scena apocalittica, degna di un set cinematografico o di una scenografia teatrale. Cos’era successo? In una delle sale, la migliore di tutte, gran parte della tela dipinta del controsoffitto si era lacerata e brandelli di pittura penzolavano dall’alto, straziati e minacciosi. Il caso che periodicamente torna a battere un colpo nelle mie vicende artistiche?... A distanza di qualche settimana si sono verificati in sequenza due fatti che mi hanno dato da pensare. Scivolando banalmente a terra in galleria va in frantumi il vetro di un nudo incorniciato di Luigi Ontani, Il Testimone del 1975… Non molto tempo dopo, nel magazzino di campagna, scopro che un dipinto di Giancarlo Limoni, Torsione del 1989 è stato aggredito da un topo… Come potevo ignorare il collegamento tra il collasso del controsoffitto e queste ultime vicende? L’idea della mostra si è affacciata nitida nella mia mente snebbiata… È iniziata da quel momento la caccia ad altre opere accidentate. Claudio Palmieri ne ha rinvenuta una nel suo studio, Albero verde del 2017, squarciata come se qualcuno con un machete si fosse aperto il passo nel fitto di una boscaglia… Sul quadro fotografico di Luca Patella, Piazza di Spugna del 1967, erano colate, come sull’asfalto, delle macchie nere, misteriose, che gli conferivano una inaspettata drammaticità… Nello spazio tutto bianco del dipinto Senza titolo del 1990 di Paolo Fabiani, dove fluttua una vegetazione evanescente, all’ultimo respiro, era emersa una crepa dolorosa… Un corpo contundente imprecisato doveva aver colpito il quadro di Stefano Di Stasio, Assolo, del 2010. Un nudo, come quello di Ontani, ferito, ma non a morte… Dal canto suo Miki Carone ha scovato nel suo studio un’opera, Made in China del 2000, un piccolo Buddha con in mano un telefono cellulare, che presenta un foro netto, circolare, in curiosa sintonia col formato ovale del quadro…

Fabio Sargentini



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